Dopo il boom di Spotify e Pandora, le opzioni disponibili per ascoltare musica in streaming sono diventate numerose, ma sono sempre i big a spartirsi le maggiori fette di mercato. Le piattaforme più popolari ed utilizzate sono Spotify, Napster e Google Play Music. Per quanto riguarda la longevità, Napster, fondata da Sean Parker, ricordato anche per la sua parte avuta nella fondazione di Facebook, lanciò nel 1999 il primo servizio di Streaming Musicale, chiuso solamente due anni dopo per violazione del Copyright.  Nel 2002 la compagnia fu acquistata “solamente” per 8 milioni di dollari da Bertelsmann. Attualmente, grazie a Napster è possibile ascoltare circa 25 milioni di brani senza alcun limite, al prezzo di 9,90 euro al mese. Questo servizio è offerto anche in partnership con la compagnia telefonica Wind Italia, che, abbonandosi in abbinamento ad un piano telefonico non conteggia l’utilizzo di Napster nel traffico dati. Spotify, il più popolare in assoluto, ha invece stretto alleanza con Vodafone, e come alcuni dei concorrenti, permette il download dei brani da poter ascoltare offline, risparmiando così molto traffico dati. La società svedese offre due tipi di abbonamento, uno in versione “free”, ma che prevede pubblicità e la limitazione della qualità audio, e la versione Premium, che permette di ascoltare brani al bitrate di 320 kb/s senza limiti, la creazione di playlist scaricabili, la modalità radio e l’integrazione con Last.fm. Il servizio è in abbonamento a 9,99 euro mensili o, come abbiamo già detto, è proposto in abbinamento a pacchetti Vodafone. Per ultimo abbiamo Google Play Music, attivo dal 2011 e nato per la vendita di brani in MP3.  E’ poi diventato un servizio di streaming musicale, ed è riuscito a collezionare ottimi risultati in pochi mesi. Con la possibilità di salvare tutta la musica nel Cloud personale permette di avere la musica a portata di mano su tutti i propri dispositivi. Viene venduto allo stesso prezzo degli altri, e punta a diventare il più grande servizio di streaming musicale, grazie alla massiccia integrazione all’interno di Android. Per chi si sentisse indeciso e confuso all’interno di questa giungla di servizi tutti di pari prezzo, il consiglio è di scegliere in base alle piattaforme di utilizzo preferite, e soprattuto in base alle offerte del proprio operatore telefonico, in modo di approfittarne.

Di Mattia Zucca – Andrea T.

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