In occasione della stupenda serata del Rewind del 27 Settembre al Limelight, abbiamo avuto occasione di intervistare Simon De Jano e Bottai e come promesso ecco a voi l’intervista, buona lettura!

Di dove siete?
Bottai: “Pesaro nelle Marche”
Simon: “Io, invece sono di qua di Milano”

Come vedete la scena italiana in questo momento?
Simon: “Io (Simon) ho qualche anno in più di Giovanni e ho visto in passato cos’è stata la scena italiana; ultimamente sto vedendo sicuramente degli artisti che sono emersi e si sono confermati, anche giovani, come Merk & Kremont o Lush & Simon, ma la cosa che mi piace della scena attuale è il fatto che si sono create delle connessioni: mentre nel passato c’erano artisti contro artisti si sono create delle sinergie per crescere tutti insieme, come già è successo all’estero. Nello specifico parlo di paesi come Svezia e Olanda dove la scena si è sviluppata in modo unito”.

Cosa ne pensate di quelli che si improvvisano Dj/Producer senza avere alcun tipo di base musicale?

Bottai: “Per me tutti hanno possibilità, magari qualcuno ha talento musicale e pur non avendo studiato nessuno strumento musicale riescono a esprimersi con la produzione, io personalmente mi sono formato da solo e non ho mai fatto tanti corsi.. anzi a pensarci ne ho fatto solo uno di serio”.

Simon apro una parentesi: molti dei musicisti, anche andando in dietro con la storia, come Mozart ecc. erano tutti autodidatti. Per diventare “famosi” basta avere talento o senza agganci non si arriva da nessuna parte?
Bottai: “A mio parere il talento vero viene sempre fuori, il problema vero è che c’è chi magari ha poco talento e tanto marketing alle spalle e raggiunge livelli molto più alti rispetto ad altri che magari meritano di più. Senz’altro avere conoscenze non guasta, ma a volte non basta dato che comunque in un periodo in cui c’è veramente tantissima musica che gira l’unica strada per saltare fuori dalla massa sembra sia dover avere talento e ottimo marketing dietro”.

Cosa ne pensate di Splice?
Simon e Bottai: “Ho visto cos’è ma non ho approfondito ancora bene cosa sia, l’idea sembra interessante soprattutto per aspiranti producer che magari possono andare a curiosare ed imparare i trucchetti di altri che magari li hanno appresi col tempo e con la fatica. Noi non l’abbiamo ancora provato e lavoriamo quasi sempre a distanza, di solito concludiamo le cose insieme e lavoriamo separati, anche perché nel produrre qualcosa di buono è anche importante la parte di lasciar passare del tempo per potersi chiarire le idee”.

Pensate abbia senso continuare con le label che vendono i pezzi?
Simon:”La domanda in sé è sbagliata perché il sistema è più così: sono le label che si auto comprano i pezzi, perché è un dato di fatto che la musica non la compra più nessuno. Kryder con la sua Sosumi ha scelto di non mettersi in gioco in queste classifiche falsate dove bisogna pagare per introdursi:è un gatto che si morde la coda . Ha scelto di investire su talenti come noi, Anevo, Jesse Kiis, Madwill, Tom Tyger, Zell Hansen per poi lasciar parlare la musica. Noi all’inizio eravamo dubbiosi e non capivamo bene la cosa, ma effettivamente funziona. 

Avete qualche collaborazione in programma?
Simon: “Ce ne sono veramente tantissime, ma non sappiamo bene attribuire loro un valore preciso: per esempio KITT era un pezzo così come gli altri e non ci saremmo mai aspettati di riscuotere così tanto successo! Per assurdo pensavamo a Delorean come un pezzo molto più forte. E poi, non so se lo sapete, anzi sicuramente non lo sapete, dato che l’abbiamo scoperto anche noi per caso, il nome Kryder viene da Knightrider per cui anche senza volerlo stavamo dedicando un pezzo a Kryder”.

Ringraziamo ancora una volta i dj per la disponibilità e speriamo l’intervista sia stata di vostro gradimento.
Adesso vi lasciamo con “KITT”, il pezzo di cui ci hanno parlato i ragazzi e che è uscito proprio oggi in Free Download, alla prossima!

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