Dopo molte richieste che ci sono state fatte abbiamo deciso di cominciare una rubrica di interviste, la nostra idea è di parlare sia con emergenti che con produttori già affermati per farvi sapere di più sui vostri produttori preferiti o farvene scoprire di nuovi. Per cominciare questa rubrica abbiamo scelto un ragazzo italiano pieno di talento, ma ancora per poco sconosciuto. Si chiama Oscar Quagliano aka “Kanevsky” e produce un po’ di tutto: dubstep, glitch hop, mid tempo sono solo pochi dei generi che questo ragazzo compone.

Vi lasciamo qui la nostra intervista:

Quanti anni hai e di dove sei?

 Ne ho 15, ne faccio 16 ad agosto. Sono di Cannobio in provincia di Verbania.

 

Qual è stato il tuo primo approccio con la musica elettronica?

Ho iniziato a comporre qualche semplice traccia già all’età di 9 anni, ma nulla di serio ovviamente. Ma dopo anni a comporre delle piccole tracce ho iniziato ad appassionarmi e quindi ho iniziato a fare sul serio, mi sono impegnato, attrezzato di materiale utile alla produzione ed ho iniziato a fare progressi, e tutt’ora sto cercando di farne sempre di più.

 

Il nome da dove viene?

Kanevsky non è altro che il cognome di mia madre di origine ucraina, con qualche piccola modifica per renderlo pronunciabile anche agli inglesi. Semplicemente mi piaceva come suono, e anche il fatto che contenga la parola cielo, “sky”, lo trovo interessante.

 

Con cosa hai iniziato a produrre?

Tralasciando programmi di scarsa qualità gratuiti e limitati come LMMS, la produzione musicale diciamo seria è iniziato con FL Studio, sono partito dalla versione 8 o 9 e ora sono alla 11.

 

C’è una traccia o un artista su tutti che ti ispirano?

Inizialmente, con la dubstep, ho trovato ispirazione in Skrillex, nel 2011, ma ora come ora la mia più grande ispirazione è Kill The Noise, oppure MUST DIE!.

 

Hai avuto release su label internazionali?

Sì, sulla label messicana “Multikill Recordings” e sulla Texana “Audiophile Live”. Per ora queste, ma vi sono altre future uscite su altre label internazionali.

 

Che consiglio daresti ad un ragazzo che vuole cominciare a produrre?

Una sola parola: credici. Bisogna sempre credere in se stessi, nelle proprie capacità. Ovviamente non tutti sono portati, ma non bisogna mai mollare, mai. E’ come uno sport, bisogna esercitarsi, esercitarsi e i risultati arrivano. Ma serve passione, non bisogna produrre così perché “va di moda”, senza passione non si arriva da nessuna parte, secondo me.

 

Secondo te com’è la scena in Italia in questo momento?

Musicalmente, nell’elettronica, per me c’è da mettersi le mani nei capelli. Gli italiani, non tutti ovviamente, non hanno una grande cultura musicale per quanto riguarda l’elettronica, e si limitano ad ascoltare tutto quello che passano in Discoteca (Big Room, un genere davvero privo di tecnica e musicalità, che tuttavia piace, all’orecchio medio). Ci sono comunque le eccezioni, che ascoltano altra musica, come la Bass.

 

Cosa ne pensi della pirateria?

La pirateria musicale, al contrario di quello che si pensa, non è una forte minaccia per l’industria musicale (nell’elettronica), perché economicamente gli incassi derivano per la maggior parte da concerti e altri eventi, dalle vendite in digitale solo una piccola parte. Su internet è importante farsi conoscere, per portare gente ai concerti, sia che questa gente abbia comprato o scaricato la tua musica, loro sono lì e ti pagano il biglietto, cosa cambia? Ovviamente per i DJ è un altro conto, comprare la musica è giusto, dare supporto ai “colleghi” è il minimo. Io cerco sempre di acquistare ogni traccia che suono.

 

E delle label in free download?

A sostegno della domanda sopra, penso che per le label mettere tracce gratuite sia produttivo, perché da un lato arginano l’eventuale pirateria, dall’altro attirano più gente (come tutte le cose gratis d’altro canto). Dunque, anche se indirettamente, c’è un business anche dietro i Free Download.

 

Oltre che producer fai anche il dj?

Sì. Tuttavia mi concentro maggiormente sulla produzione, ma mi piace suonare live, suono nei piccoli locali, praticamente ovunque mi vogliano sentire, per me è un piacere, anche per testare le mie tracce su grossi impianti e vedere “se funzionano” in pista.       

 

Hai già fatto qualche serata?

Ho fatto una specie di concerto in un piccolo locale di Como, doveva essere un’oretta di apertura ad un artista famoso, che alla fine non ha suonato, dunque è diventato un vero concerto per me. Una grandissima emozione, davvero divertente e soddisfacente. La poca gente presente ha apprezzato, chiedendo foto varie e applaudendo alla fine della performance. Un’esperienza davvero piacevole. Altre serate sono di poco rilievo, magari anche solo tra amici o in piccoli bar.

 

Cosa ne pensi dei vocalist?

Non ho mai avuto a che fare con i Vocalist in prima persona, ma da frequentatore di locali come ascoltatore, devo dire che se il vocalist sa fare il suo lavoro va anche bene, intrattiene, ma se è un continuo parlare, urlare, cantare in modo stonato tutta la sera diventa opprimente. Nulla da togliere al lavoro del vocalist, purché sia fatto a dovere.

In occasione del raggiungimento dei 500 like sulla sua pagina Facebook ha anche già pubblicato un bootleg in free download scaricabile qui.

Vi lasciamo qua un suo successo:

Questa traccia si chiama electron, ed è stata supportata dal edm.com, uno dei network più grandi al mondo e in 11 giorni ha già raggiunto le 40.000 plays!

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