Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare gli OOVEE, un duo tutto italiano molto promettente, per saperne di più su di loro e sul loro progetto.

Di dove siete e quanti anni avete?

Siamo due ragazzi 22enni di Milano.

Come è iniziato questo progetto OOVEE?

Il progetto è nato dallo scioglimento di un trio che si chiamava “Blasterz”, che è durato 3 anni e che aveva conquistato palcoscenici molto importanti sia in Italia con l’Overmind che all’estero con il Tomorrowland. Per divergenze artistiche però il progetto è terminato ed i due terzi dei Blasterz hanno deciso di formare gli OOVEE.  Un progetto che si concentrerà al massimo sull’amore per la musica, che cercherà di trattarne tutti gli aspetti, facendo qualcosa che ci piace, senza decidere niente a tavolino. La musica per noi è un qualcosa di sentito da dentro come un bisogno, ed è questo che ci ha portati a formare gli OOVEE.

La domanda sorge spontanea, da dove viene questo particolare nome OOVEE?

Dan: Allora la storia è abbastanza semplice. Il progetto nasce da un’idea musicale che si propone di essere solare, originale e presa bene, cosí ci siamo messi  a cercare di trovare un nome che ci rispecchiasse. Pensando alla solarità, quindi al Sole ci sono venuti in mente i raggi UV e da lì quindi il nome.
Eugenio: A dir la verità abbiamo provato un po’ di nomi a caso e alla fine quello che ci piaceva di più era OOVEE, volevamo qualcosa di originale e diverso come la nostra musica e quindi abbiamo fatto questa scelta.

Cosa c’è da aspettarsi da voi?

Musica, musica che rimane nel tempo, che non scade e che puó piacere a chiunque. Già il primo bootleg che abbiamo pubblicato è la prova di questo, abbiamo ricevuto feedback perfino da 50enni. Un qualcosa che si può ascoltare ovunque non più solo cose che hanno la finalità di spaccare i club per la potenza dei drop, ma pezzi da ascoltare volentieri anche in macchina o in spiaggia con un’aperitivo.

Ah quindi niente più serate nei Club?

No, abbiamo avuto la prima data ufficiale sabato scorso allo Zero Summer Club e suoneremo all’Overmind House of Madness.. Ma l’obiettivo è farci conoscere attraverso la musica come produttori  ed ottenere date grazie ai traguardi come producer

Cosa ne pensate dei Vocalist nei club?

Ci piace l’idea dell’MC, ma non quella del Vocalist. Ci piace la figura di supporto alla performance artistica, ma non l’atteggiamento invasivo che molto spesso è fatto anche male, a volte ci è capitato di trovare gente che sbagliava proprio il tempo e ci parlava sopra al drop.

Cosa ne pensate della scena musicale italiana?

Anche se in ritardo, come al solito per il nostro paese ci siamo arrivati anche noi ad avere uno sviluppo dell’EDM. Ci sono molti ragazzi pieni di talento che meriterebbero di essere più conosciuti e che sono molto più bravi di certi nomi conosciuti. Purtroppo come in tutte le cose con l’arrivo delle mode iniziano tutti a seguirle e quindi adesso è pieno di gente che vuole fare il dj e che dice di farlo, ma che magari suona solo alle feste di compleanno. Molti di questi hanno generato una brutta visione nei confronti di noi in generale e quindi spesso per vergogna quando me lo chiedono per non essere comparato a questi diciamo di essere dei musicisti.

La figura dei DJ PR esiste solo in Italia?

Sí, esiste solo da noi, una volta abbiamo cercato di spiegare la cosa ad Yves V (Resident del Tomorrowland)  e non riusciva ad immaginarsi la cosa, purtroppo in questo paese nei Club non c’è meritocrazia e il livello medio musicale alle serate ne risente.

Vi lasciamo qua il loro profilo su Soundcloud, per ora  ci sono solo due bootleg fantastici che hanno avuto un grande successo totalizzando più di 200 mila riproduzioni in totale:

Post correlati