Le ghost produzioni sono il più noto dei segreti dell’industria musicale e sui social network girano sempre più voci di complotti e di artisti che non compongono i loro pezzi e spesso si assiste anche a gente che per invidia sparge voci non veritiere su altri produttori. Questi discorsi sono anche alimentati da rivelazioni di artisti che apertamente dicono di aver ghost prodotto, come nel caso di Hardwell l’anno scorso al quale era attribuita #Pantsdown dei The Partysquad con Mitchell Niemeyer.

Solitamente le ghost produzioni avvengono in modo discreto, ma non è il caso degli DCC Studios, una società olandese nata qualche mese fa che opera sotto gli occhi di tutti tant’è che hanno messo nel loro sito un annuncio che offre lavoro come ghost producer.

Dicono: “Hai sempre voluto una carriera come producer, ma non necessariamente com DJ per fare ciò che ami, produrre musica; oppure hai sempre sognato di essere un artista di fama mondiale e di girare il mondo? Ecco la vostra occasione!” vengono inoltre spiegati i vantaggi dell’essere dei producer freelance, vengono promessi il 70% del denaro pagato più le royalties, quindi cifre che oscillano fra i 400 e i 1000 euro a traccia.

Sembra l’accordo perfetto per quei ragazzini emergenti col talento e le capacità tecniche, ma senza il desiderio di fare la vita da superstar DJ.

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